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Il Green pass è stato davvero uno degli argomenti più discussi degli ultimi giorni, soprattutto a seguito del Decreto riaperture bis e la sua applicazione alle cerimonie, in particolare dei Matrimoni, che orami aspettavano una riapertura da davvero troppo tempo!

Anche se discutibile la sua applicazione fa parte delle nuove direttive, 

A questo argomento andava dedicato un articolo a sè perché una cosa è stata veramente difficile da capire su questo certificato verde: come si ottiene? Dove viene rilasciato? Vediamo allora come si potrà ottenerlo.

Green Pass

La certificazione può essere rilasciata come segue:

– Per i guariti da Covid

Anche chi è guarito dal Covid ma non è stato ancora vaccinato potrà richiedere il green pass. «La certificazione verde è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, l’interessato venga identificato come caso accertato positivo».

– Per chi ha tampone negativo

Chi non è stato vaccinato o non si è infettato e poi è guarito dal Covid, potrà richiedere il pass verde dopo essersi sottoposto a tampone antigenico, molecolare o salivare: la certificazione avrà «una validità di 48 ore dall’esecuzione del test ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test».

– Per i vaccinati

Come si legge nel decreto di maggio, per chi si è sottoposto alla vaccinazione «la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo, reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato».

L’ammissibilita’ come certificazione di UNA sola dose vaccinale, la prima, e’ una “concessione” dell’ultimo minuto, articolo 14 del DL 65/2021; il primo comma lo indica valido per 9 mesi dal completamento vaccinale (dalla seconda dose), il secondo comma aggiunge la validita’ a partire da 15 giorni dopo la prima somministrazione, e fino alla seconda somministrazione:  

Art. 14 – Disposizioni in materia di rilascio e validita’ delle certificazioni verdi COVID-19 
  1.  La certificazione verde COVID-19, rilasciata ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, ha validita’ di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale.
  2. La certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge n. 52 del 2021 e’ rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validita’ dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale.

Una scelta salva-estate che punta a convincere quella fascia della popolazione che sta rinunciando all’inoculazione per timore che la seconda dose cada proprio durante le ferie estive, costringendola a rimanere in città.

Quale sarà la sua validità?

Il green pass europeo dovrebbe arrivare da metà Giugno, così il governo italiano gioca di anticipo e spera di varare prima il suo passaporto vaccinale, documento che, prima delle dichiarazioni di Sileri, si era detto avrebbe avuto una validità di 6 mesi (qualcuno ha parlato anche di 9 mesi). Ora, invece, si apprende che potrebbe essere esteso a 12 mesi, tanto quanto potrebbe durare l’effetto copertura del vaccino anti-Covid. Ma solo, come ha sottolineato Sileri, a chi ha fatto due dosi del vaccino.

L’ipotesi dei 12 mesi

Il green pass «per i vaccinati dovrebbe essere esteso a 1 anno, è molto verosimile che la protezione duri per quel periodo. L’estensione però dovrebbe essere limitata a chi ha fatto le due dosi di vaccino». A dirlo è Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ospite il 18 maggio su Rai Radio 1, mentre il governo è al lavoro per definire le regole del passaporto vaccinale necessario per partecipare ai banchetti di nozze come per spostarsi tra le regioni in fascia arancione e rossa.

La certificazione verde — che per ora «ha una validità di sei mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata su richiesta dell’interessato» — sta diventando sempre di più il documento che potrà salvare la stagione estiva del Bel Paese. Con esso, infatti, si dimostrerà di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

La Certificazione Verde – Green Pass deve essere prodotta da tutti, o solo dagli invitati?

Ad oggi, manca una conferma ufficiale. Tuttavia, il tenore letterario della norma – che parla di “partecipanti”, e non di invitati – e la logica epidemiologica, per ora confermano che si tratti di una certificazione richiesta a tutti.  

Speriamo in futuri chiarimenti!!

Noi continueremo ad aggiornarvi!! Stay tuned.

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